Riapriamo quel cortile…bimbi liberi

Riapriamo quel cortile

C’era una volta il cortile… Uno  spazio tra i palazzi, non troppo grande, ma che per i bambini, almeno quelli di un tempo, non molto lontano da questo, rappresentava il primo passo verso l’autonomia, la libertà. Luogo di incontro tra piccoli vicini di casa, che tessevano amicizie ed alleanze, alcune destinate a resistere negli anni, consolidandosi, altre circoscritte alla stagione estiva, ma che lasciavano, comunque, un bel ricordo. Con la vigilanza reciproca dei condomini, di cui allora ci si poteva fidare, i piccoli di casa “scendevano” giù a giocare e socializzare, imparando in strada a cavarsela da soli, attraverso le piccole sfide tra coetanei. Confronto a cui molti bambini moderni, purtroppo,  non sono  più abituati, se non attraverso lo schermo di un pc o di una consolle, l’uno contro l’altro, non più uno accanto all’altro. L’uscita giornaliera era usata dalle mamme come premio in caso di buona condotta ed il suo divieto, viceversa,  diventava un’insopportabile punizione, da evitare a tutti i costi , sforzandosi di fare i “buoni”. I  bambini del passato recente, quelli che eravamo noi, oggi genitori iper – accondiscendenti,  conoscevamo il termine ubbidienza e non pretesa. Nel cortile, si formavano allegre comitive di sorridenti scapestrati,  dalle gote rese rosse, dalle corse dietro ad un pallone o dalle fughe a gambe levate per non farsi prendere ad “acchiapperella”.  Erano tempi, quelli del cortile, in cui ci si divertiva con niente, calciando una palla di carta e scotch o giocando alle “belle statuine”. I bambini non erano condizionati dalle serie tv e riuscivano a parlarsi, guardandosi negli occhi, quelli dell’innocenza, pura ed incontaminata. La società moderna, per le sue insidie, per gli stili di vita che impone, limitando quasi allo zero i contatti umani, ha messo in castigo le nuove generazioni, negandogli un cortile, sicuro ed accogliente in cui iniziare a crescere. Per la paura di automobilisti pirata pronti a pigiare il piede sull’acceleratore noncuranti della presenza di bambini, o  per la paura del pedofilo di turno, i ragazzi hanno perso il “loro muretto”, il loro posto, il loro ritrovo a due passi dal nido. Bisogna farli tornare a vivere la realtà, non quella virtuale. Bisogna che si sbuccino le ginocchia per conoscere la cautela. Devono sentirsi dire no, per apprezzare i troppi sì. Devono sapersi difendere e non essere sempre difesi. Restauriamo quel cortile, tempio di un’infanzia felice fatta di scoperta, tante gioie e piccoli dolori, che  in fondo passo dopo passo insegnano cos’è  la vita.

Mascia Quadarella

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